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22 aprile 2011

OLBIA-TEMPIO ELEZIONI COMUNE DI OLBIA CARZEDDA PIETRO VITTORE noto PIETRO

 

CARO AMICO/A  di  "La Maddalena " AI TUOI CONOSCENTI  DI OLBIA

FAI VOTARE PIETRO VITTORE CARZEDDA noto  PIETRO

pietro 1L




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4 giugno 2010

PIETRO CARZEDDA CONSIGLIERE DELLA PROVINCIA OLBIA-TEMPIO RINGRAZIA

ImageFromDB[2]

Nell'impossibilità di farlo personalmente, ringrazio con tutto il cuore, quanti col proprio consenso ed altro sostegno, hanno contribuito sino ad ottenere uno straordinario successo che mi ha  collocato fra i più votati, alla elezione di consigliere Provinciale. Ringrazio anche chi non ha potuto per aver fatto scelte diverse perché Pietro Carzedda è il Consigliere Provinciale di tutti i cittadini indistintamente. Un augurio speciale sento di rivolgerlo al nuovo consiglio  della Provincia OLBIA-TEMPIO e al Presidente FEDELE SANCIU  che sarà in grado sicuramente, di tracciare una linea netta con il passato.

Sinceramente.

                                                                 PIETRO CARZEDDA




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6 maggio 2010

OLBIA-TEMPIO,PROVINCIA - PIETRO CARZEDDA CANDIDATO

pietro ca




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23 marzo 2010

OLBIA-TEMPIO, PROVINCIA GALLURA Arrigo Filigheddu resta a capo dell’Unione Ordini forensi sardi

 
 da La Nuova Sardegna MARTEDÌ, 23 MARZO 2010

L’avvocato olbiese confermato per il prossimo biennio

Arrigo Filigheddu resta a capo dell’Unione Ordini forensi sardi

SGH03F[1]TEMPIO. È ancora un avvocato gallurese il presidente dell’Unione regionale degli Ordini forensi della Sardegna. Si tratta di Arrigo Filigheddu, noto legale con studio ad Olbia, riconfermato tra l’altro presidente dell’Ordine degli avvocati del foro di Tempio nel corso delle elezioni svoltesi appena qualche settimana fa.
 La sua riconferma, per acclamazione, si è avuta qualche giorno fa nel Palazzo di Giustizia di Nuoro, città che è stata scelta come dislocazione baricentrica rispetto alle sedi di altri ordini, tribunali e uffici giudiziari dell’isola. Arrigo Filigheddu resterà quindi in carica ancora per il biennio 2010-2011 e avrà come vice i colleghi avvocati Ettore Atzori di Cagliari e Gavino Arru di Sassari, come segretario Mario Pilia di Lanusei e tesoriere Giammario Lisca di Tempio.
 Nello stesso tempo l’avvocato Filigheddu continua ad esser membro di una commissione interna all’Ordine forense nazionale, creata ultimamente per studiare la riforma della professione in funzione soprattutto del suo rinnovamento, della sua riconfigurazione in un un tipo di società mutata rispetto al passato e quindi dei modi di accesso.
 Quest’ultimo ruolo rappresenta un impegno che lo porta ad avere contatti con qualificati colleghi di ogni ogni parte d’Italia, con naturali ricadute positive nell’esercizio della funzione di presidente dell’ordine degli avvocati a livello sia locale che regionale. (t.b.)

 




20 luglio 2009

PORTO CERVO, DALLE BASI AMERICANE A BRIATORE

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da dagospia.com

DALLE BASI AMERICANE A BRIATORE:

IN SARDEGNA NON C’è PACE – CASO “RUBACUORI”:

Ieri la pineta era un intreccio di lecci, mirto, ginepro,

 lentischio e rosmarino,  oggi è un

BAGNO da 250 € a giornata –

IL Rubacuori è il gemello day del  Billionaire…

 

1 - MA AL BILLIONAIRE LA SPIAGGIA COSTA 250 €...
Elio Pirari per La Stampa"

"Hanno interpretato male l'ordinanza comunale". Parola di Fabrizio Azara, esponente di opposizione del comune di Arzachena. L'ordinanza dell'inverno scorso prevedeva la pulitura di un sottobosco. Il dettaglio è che oggi sottobosco, bosco incluso, non ci sono più. La Lista civica guidata da Piero Filigheddu, eletto a giugno 2008, «E' orientata a centro-destra», fa sapere il senatore Baffigo. Contro il tank di Filigheddu marcia un drappello di ex Dc, An e persino un uomo dell'Idv.

BARBARA MONTEREALE CON BRIATORE

Fabrizio Pirina, carpentiere, guida la marcia contro «l'espansionismo del Rubacuori». C'erano una volta le basi americane, oggi c'è Briatore, ergo Pirina parte per la guerra, l'indipendentismo passa anche da qui: Briatore vuole privatizzare pineta, collina, spiaggia. Lo scorso inverno quelli della Forestale ginepri e lecci li avrebbero fatti a pezzi con la motosega.

Pirina & C andranno a sbattere contro un muro ma qualche ragione ce l'hanno. Ieri la pineta era un intreccio anarchico di lecci, mirto, ginepro, lentischio e rosmarino, sterrati che scendono a mare inseguendo le invenzioni del vento, oggi è un plastico Zen da - dicono - 250 euro a giornata, un'eccitata esplosione di gazebo arabeggianti, nuvole di barbecue, sdraio condominiali, tavoli di caucciù, via vai di manager in slip.

Che favoleggiano di asset, investimenti, fatturati. Di chi? Dove?, Quali? Angurie e sardine tradotte in ostriche e champagne. E l'indotto del Rubacuori non è una medicina per chi vive ad Arzachena.

Briatore e Emilio Gede

Nel 2007 il Centro servizi Capriccioli era gestito da una cooperativa locale, poi sfrattata per morosità. La gara d'appalto pubblico è della primavera del 2008. Il Comune fissa l'offerta in 35 mila euro, concorrono sette società. All'apertura delle buste Briatore brucia tutti scucendo 76 mila euro. Si aggiudica bando e gestione per 5 anni.

Da quel giorno il bar si trasforma in reparto-restaurant, sfilate e cocktail-party. Nasce il Rubacuori, il caso è risolto. Anche se la Giunta invita il gestore all'osservanza di alcune regole: fino alle 20, come da listino consumi comunale, un caffè non potrà costare più di 1 euro e 50. Il consiglio è di avere al polso un orologio funzionante.

Mitica l'ouverture dell'agosto 2008, banderillas, souvenir, la Gregoraci, un puzzle di Usmanov e Abramovich di terza e quarta generazione, qualche bomber, assessori emergenti, videostar. Ouverture degenerata in rissa per un paio di gommoni che sembrano aerei da guerra e inchiodano sul bagnasciuga a motore acceso.

Dopo un breve ma incandescente dibattito i locali decidono di respingere gli stranieri a suon di gavettoni. Una delle prime vittime è Emilio Fede. E la biondina vestita alla marinara, molto simile al Tadzio viscontiano, che gli sbarella al fianco.

2 - RITROVO DI VIP...
Da "La Stampa" - Il Rubacuori è il gemello day del più famoso Billionaire night, che dalla collina di Pantoggia domina Porto Cervo e il golfo del Pevero. Briatore ne ha fatto un ritrovo per i proprietari (e i loro ospiti) dei grandi yacht all'ancora fra la spiaggia di Liscia Ruja e Cala di Volpe: ristorante circondato da tende bianche, tettoie e «mura» di canne, tappeti rossi, atmosfera esotica, ragazze vestite di giallo.

 
[17-07-2009]

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nota:

I Sardi sono molto incazzati." Vero! Briatore?  Vero! Fede, fido ? "




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3 maggio 2009

LA MADDALENA, Satta: «La Regione ci deve dare risposte»

 
 da La Nuova Sardegna DOMENICA, 03 MAGGIO 2009

Satta: «La Regione ci deve dare risposte»

19 ol antonio satta 180409

LA MADDALENA. Preoccupata di veder affondare promesse e impegni sul futuro dei trasporti per l’arcipelago, la Provincia rinfresca la memoria alla Regione. Il vice presidente, Antonio Satta (nella foto), ha preso carta e penna e ha scritto una lettera all’assessore ai Trasporti, Liliana Lorettu. Nella missiva Satta chiede che fine abbia fatto il tavolo di confronto avviato a metà aprile sui problemi dei collegamenti Palau-La Maddalena e Santa Teresa-Bonifacio. Nel vertice con i sindacati e gli amministratori galluresi l’assessore Lorettu aveva anticipato l’impegno della Regione per equiparare il trasporto marittimo al trasporto pubblico locale. «L’assessore ci aveva promesso che avrebbe portato le istanze della Gallura nell’incontro con il governo che si sarebbe dovuto svolgere a Roma entro pochi giorni - commenta Satta -. Sono passate settimane, ma non abbiamo avuto nessuna comunicazione. Ci piacerebbe invece sapere l’esito delle iniziative che l’assessore ha intrapreso. Le problematiche restano. La difficoltà per raggiungere La Maddalena resta la stessa, le corse della Saremar sono in numero insufficiente e a costi superiori rispetto alle compagnie private, gli equipaggi temono un ulteriore taglio al personale, gli isolani non hanno la libertà di spostarsi, i collegamenti dopo le 20 sono assicurati esclusivamente dalle linee private». Il vice presidente della Provincia ricorda come la tensione e il malcontento sull’isola siano in crescita, aggravate dallo spostamento del G8. «La Gallura è in mobilitazione costante - precisa -. La gente è pronta a scendere in piazza per protestare contro questo abbandono del territorio. Non ci consola la dichiarazione del presidente Cappellacci sulla sospensione del provvedimento di taglio della linea Olbia-Genova. Non siamo più disposti ad accontentarci di promesse, rassicurazioni e di “faremo”. Pretendiamo di sapere le azioni immediate che la Regione intende portare avanti per garantire il diritto alla mobilità ai maddalenini e ai sardi». (se.lu.)
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28 aprile 2009

LA MADDALENA. Un colpo da ko per gli albergatori E i commercianti investono a vuoto. Il senatore Scanu attacca, Sanciu rassicura: «Le opere saranno completate»

  
 da La Nuova Sardegna MARTEDÌ, 28 APRILE 2009

IL G8 PERDUTO DALLA MADDALENA

«Tutti gli impegni disattesi, il danno è enorme»

Il senatore Scanu attacca, Sanciu rassicura: «Le opere saranno completate»

Il consigliere regionale Lai: «Per il territorio occasione irripetibile»

11 la madd 280409  12 la madd 280409 13 la madd 280409

LA MADDALENA. Tutti d’accordo, a destra e sinistra, sul fatto che La Maddalena ha perso un’occasione formidabile con il trasferimento del G8. Ma per il senatore del Pd Gian Piero Scanu non basta, se mai avverrà, che le opere vengano ultimater, serve anche un risarcimento. Ottimista il senatore Fedele Sanciu (Pdl) mentre il consigliere regionale Pdl Renato Lai, non nasconde l’amarezza per l’accaduto.
 «E’ triste - dice Scanu - che ci si possa accontentare di dichiarazioni del tipo: le opere verranno completate. C’è il dubbio che ciò non avvenga, anche alla luce delle decisioni che sta prendendo il Governo sugli appalti. Ma il danno complessivo è enorme. Sia perché gli operatori galluresi e maddalenini erano stati invitati a prepararsi all’appuntamento, e in molti hanno investito parecchi denari. E poi c’è il fatto che verrà perso il veicolo di promozione rappresentato dal G8».
 Scanu non nasconde il proprio sconcerto per quanto avvenuto. «L’impegno preso dal governo Prodi e dal governatore Soru era nella direzione della riconversione della Maddalena, sottomessa per anni alle servitù militari. Gli impegni presi sono stati disattesi anche con la complciità del presidente della Regione. Berlusconi, poi, ha preso la decisione di spostare il vertice senza neanche ascoltare Cappellacci, violando lo Statuto sardo».
 Sanciu batte anche lui sul tasto dell’appuntamento mancato. «Uno spot pubblicitario enorme che inevitabilmente è perduto - sottolinea l’esponente del Pdl -. Ma c’è anche da dire che qualche problema al turismo, il summit lo avrebbe portato. Non a caso, per mesi ci eravamo battuti per poterlo spostare a fine settembre».
 Invece il G8 è stato proprio spostato e basta. Resta il dubbio delle opere da completare. «E’ stato detto da Berlusconi - aggiunge Sanciu - che non ci saranno problemi sotto questo profilo. Gli impegni verranno mantenuti, come quello di ospitare un vertice sull’ambiente alla Maddalena e soprattutto quello riguardante le operecollaterali, a cominciare dalla Sassari-Olbia».
 Emerge invece amarezza dalle parole del consigliere regionale Pdl, Renato Lai. «Le ragioni della solidarietà nei confronti dell’Abruzzo sono assolutamente condivisibili - dice -. Ma c’è il fatto che gli impegni assunti andavano mantenuti. E’ un’occasione perduta per il territorio, almeno per tre aspetti: la prospettiva di sviluppo della Maddalena che, senza il vertice, diventa più incerta; il fatto che viene meno il guadagno d’immagine per tutta l’isola che il G8 avrebbe portato e, infine, la certezza che, con le procedure accelerate, avremmo potuto pensare a un completamento in tempi brevi della Sassari-Olbia». (en.g.)
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da La Nuova Sardegna MARTEDÌ, 28 APRILE 2009

Un colpo da ko per gli albergatori E i commercianti investono a vuoto

14 la madd 280409

di SERENA LULLIA
LA MADDALENA. Il trasloco del G8 ferma i battiti del cuore produttivo dell’isola. La notizia ha travolto come uno tsunami commercianti, albergatori e ristoratori che sulla vetrina mondiale avevano investito denaro e speranze. A tutti gli hotel dell’isola era stato imposto di tenere libere le camere a luglio. Il paradosso della città che insegue il sogno del turismo a cinque stelle è trovarsi nel pieno della stagione estiva con gli alberghi vuoti. Dall’hotel Villa Marina al Miralonga passando per l’Excelsior, i proprietari fanno i conti con piani delle prenotazioni con delle voragini. «Bertolaso ci aveva imposto di tenere libere le camere - spiega Maddalena Rosi, direttrice dell’Excelsior -. In caso contrario avrebbe requisito gli alberghi. Abbiamo quindi rifiutato tutte le richieste di alloggio dal 1º al 15 luglio. Il G8 sarebbe stata una bella vetrina. Ma i danni oltre che di immagine saranno economici». Lo stesso clima di disperazione si respira tra i commercianti che da oltre un anno si preparavano per l’appuntamento mondiale. Un investimento economico, con ristrutturazione dei locali, assunzione di personale. Il G8 era stato anche un incentivo a superare la crisi internazionale. A pagare per il rinvio sono anche gli hotel palaesi che dovevano ospitare forze dell’ordine e membri della struttura di missione. Cinque in tutto le strutture opzionate all’ombra dell’orso, tra cui il camping Capo d’Orso, l’hotel Vecchia Fonte, prenotata dal G8 dal 14 giugno al 20 luglio, con le due suite predisposte come sale stampa. «Per quegli albergatori il danno sarà grande - dice Roberto Fresi, proprietario del ristorante “Da Robertino” e presidente del consorzio Orsus -. Gli altri operatori vivono invece questo trasferimento come un senso di liberazione. Con difficoltà ci eravamo abituati a convivere con l’idea di una militarizzazione di Palau. Ora potremo programmare una stagione tradizionale. Il nostro incubo ritorna a essere la crisi». Simile l’opinione di Chicco Depperu, arzachenese. «Nella nostra zona vivevamo il G8 di riflesso - spiega -. La nostra preoccupazione erano i black block. Ma dispiace per La Maddalena e i colleghi che su quell’evento avevano investito risorse e denaro».
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da La Nuova Sardegna MARTEDÌ, 28 APRILE 2009

«Scippi continui di soldi e opere, futuro incerto per il territorio»

15 la madd 280409 16 la madd 280409

di ANDREA NIEDDU
LA MADDALENA. Reazioni a catena, anche nel mondo politico locale, dopo la decisione di spostare il G8 dalla Maddalena a L’Aquila. Saranno numerosi, oggi, gli interventi durante il consiglio provinciale straordinario, ma alcuni anticipano il loro pensiero. «Siamo indignati e perplessi per l’improvvisa decisione del governo Berlusconi di trasferire l’evento - attacca Marco Poggi dei comunisti italiani - ma adesso ci chiediamo quale futuro ci attende e che ne sarà dei lavori programmati per il territorio. In questo drammatico momento questa comunità deve dimostrare di essere tale, isolando i servi di partito che approvano e giustificano tutto quello che viene deciso sopra le loro teste, in nome di una insulsa fedeltà politica». Non meno critico Antonio Garau, destra di Storace: «Da cittadino potrei essere anche contento della scelta, anche perché La Maddalena potrà vivere la sua stagione estiva liberamente. Ma non posso non dire che questo e un vero e proprio tradimento da parte del premier nei confronti di noi sardi: da quando ha ottenuto voti e potere, l’unica sua manovra è stata solo quella di togliere soldi, compresi quelli della Olbia-Sassari. La cosa peggiore è che nessun politico sardo facente parte del partito che governa, ha provato ad alzare un dito per provare a lottare per la propria terra».
 Pio Palazzolo (Pd) fa molte domande: «Dopo mesi di febbrili lavori e tensioni sociali, con la speranza che alla fine, ciò, avrebbe dato un nuovo impulso alla nostra economia, cosa diciamo a chi ha investito molto per rimodernare un bar, un ristorante o un negozio in attesa dell’enorme traffico previsto e promesso? E a chi ha sopportato disagi perché è stato spostato dal suo luogo di lavoro? A chi ha ricevuto ordini per arredare i nuovi locali e renderli piacevoli per i “Grandi”? A chi non ha affittato ancora la propria casa o le proprie stanze d’albergo? Chi ci ripaga delle aspettative? Chi ci rimetterà a posto la città devastata e piagata da aperte trincee in ogni dove? Già siamo stati usurpati dei fondi per la Sassari-Olbia e per la Olbia-Palau. Ma ancora non abbiamo visto niente neanche per la costruzione del porto. Dove sono finite le promesse?».
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 da La Nuova Sardegna MARTEDÌ, 28 APRILE 2009

TRASPORTI: VERTICE ALLA MADDALENA

Mobilità in Sardegna, le risposte di Governo e Regione

17 la madd 280409 18 la madd 280409

LA MADDALENA. Si parlerà di trasporto pubblico, domani alla Maddalena, (hotel Le Nereidi, inizio alle 9) e soprattutto si cercheranno di dare risposte concrete alle nuove esigenze della mobilità in Sardegna.
 Certa la presenza del sottosegretario ai Trasporti Bartolomeo Giachino e dell’assessore regionale Liliana Lorettu, mentre è in forse quella del presidente della Regione Ugo Cappellacci. L’incontro, promosso dalla Confservizi Sardegna, ha un valore di grande rilievo strategico non solo per la partecipazione dei responsabili delle aziende di trasporto, con i loro presidenti, amministratori, direttori e proprietari, compresi i gestori privati operanti sul territorio sardo, ma anche perché, grazie all’intervento coordinato di Comuni, Province e Regione è arrivato il momento di dare risposte concrete agli utenti di un servizio in costante crescita. «Le problematiche del settore del trasporto pubblico su gomma - ha osservato Antonello Sanna, presidente della Confservizi Sardegna - vanno assunte come un fatto di interesse regionale: oggi questo settore non risponde in modo adeguato alle esigenze di mobilità della popolazione sarda in termini di qualità e quantità di servizi. Pertanto necessita di un intervento straordinario con il concorso di tutte le parti politiche e sociali volto ad apportare un miglioramento significativo dell’intero sistema. Riteniamo che per rendere più efficace il trasporto pubblico in Sardegna sia necessaria una riforma condivisa».
 Il dibattito sarà aperto - dopo i saluti del sindaco Comiti, e della presidente della Provincia Murrighile, col coordinamento di Paolo Ritossa dell’Università di Cagliari - dal deputato gallurese Settimo Nizzi. Lui parlerà di «Luci e ombre dell’articolo 23 bis» della legge finanziaria del 2008 che, come è noto, introduce importanti novità sul terreno dei servizi pubblici con particolare riferimento ai trasporti urbani ed extraurbani. La riforma di tale articolo pone infatti diversi interrogativi circa la sua compatibilità con i poteri in materia di Regioni ed enti locali e anche con l’ordinamento comunitario e i pronunciamenti della Corte di Giustizia dell’Ue. Attese anche le relazioni del presidente dell’Arst Renato Mameli («La nuova Arst, per una adeguata e incisiva mobilità in Sardegna») e quella di Leonardo Marras (presidente dell’Atp di Sassari) sui problemi delle aziende di trasporto urbano operanti nell’Isola. Tra gli altri, interverranno anche Marcello Panettori presidente dell’Asstra di Roma, Davide Bacciu (Aspo Olbia), Paolo Piras (Atp Nuoro) Giulio Dedoni (Anav). (a.n.)
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28 aprile 2009

La Maddalena, il decreto mette a rischio il completamento e la gestione delle opere. Meno soldi alle imprese, Marcegaglia lascia?

  
 da La Nuova Sardegna MARTEDÌ, 28 APRILE 2009

Meno soldi alle imprese, Marcegaglia lascia?

La Maddalena, il decreto mette a rischio il completamento e la gestione delle opere

1 la madd 280409 2 la madd 280409

3 la madd 280409

di Guido Piga

LA MADDALENA. I lavori nell’ex arsenale e nell’ex ospedale andranno avanti, ma alle imprese verranno dati meno soldi: gli appaltatori potranno completare le opere, senza però avere le maggiorazioni per i tre turni di lavoro e il premio di produzione per la chiusura dei cantieri entro maggio, oppure potranno annullare i contratti. La possibilità di scelta è contenuta nella bozza del decreto legge, di prossima pubblicazione, con cui il governo ha spostato il G8 dalla Maddalena all’Aquila. «I rapporti sono rinegoziati», è scritto all’articolo 17. Ciò apre la porta al possibile blocco dei lavori, o al loro rallentamento. Una prospettiva poco incoraggiante che starebbe spingendo il gruppo Marcegaglia a mollare la gestione dell’hotel realizzato nell’ex arsenale.
 Il decreto legge, approvato dal consiglio dei ministri all’Aquila lo scorso 23 aprile, destina 8 miliardi alla ricostruzione dell’Abruzzo dopo il terremoto, cancella il G8 alla Maddalena e, nonostante le rassicurazioni del governo, mette a rischio anche il completamento delle opere realizzate nell’arcipelago e la loro gestione.
 Non è ancora legge, perché il testo non è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale e, come hanno spiegato fonti di Palazzo Chigi ad alcuni imprenditori, potrebbe essere modificato. Ma l’articolo 17 non dovrebbe essere toccato, secondo quanto detto dalla protezione civile sempre ad alcune imprese.
 Che cosa dice l’articolo che arriva dopo quello, il 16, sulla “prevenzione delle infiltrazioni della criminalità organizzata nella ricostruzione”? Che per «contribuire al rilancio dello sviluppo socio-economico dei territori colpiti dalla crisi sismica», il G8 si terrà all’Aquila. E si sapeva. Che le ordinanze con i poteri speciali per Bertolaso «continuano ad applicarsi per il completamento delle opere in Sardegna». E anche questo si sapeva. La novità è un’altra, molto sostanziosa. Ecco il passaggio del decreto legge: «Per conseguire il contenimento della spesa pubblica per affrontare l’emergenza sismica, il commissario (Bertolaso) provvede alla riprogrammazione degli interventi. Fatta salva la puntuale verifica delle quantità effettivamente realizzate di lavori, servizi e forniture, i rapporti giuridici sono rinegoziati, fatto salvo il diritto di recesso dell’appaltatore».
 Più semplicemente, l’ordinanza dà a Bertolaso il potere di togliere soldi agli investimenti alla Maddalena per dirottarli in Abruzzo. Gli imprenditori che hanno vinto gli appalti - sia per costruire le opere alla Maddalena che per gestirle - possono accettare le nuove condizioni, e lavorare guadagnando meno degli accordi, oppure possono abbandonare i cantieri, rischiando di trasformare l’ex arsenale e l’ex ospedale in due incompiute.
 Ma quali soldi può levare Bertolaso? Appena il decreto entrerà in vigore, alle imprese non «sono più dovute, ove previste, le maggiorazioni per le lavorazioni eseguite su più turni di lavoro e il premio di produzione». Dunque, le imprese - se continuerano i lavori - non avranno soldi in più per i tre turni (notturni compresi), né il premio per la consegna delle opere a fine maggio. Il provvedimento del governo è chiaro e semplice: non essendoci più il G8, non c’è più la somma urgenza di finire i lavori. L’ipotesi più probabile è che le imprese non si ritirino, allungando inevitabilmente i tempi di consegna. Ma, secondo una fonte, alcune aziende potrebbero fare causa allo Stato, pretendendo il rispetto del contratto.
 In questa situazione, la prima azienda che potrebbe ritirarsi è quella della Marcegaglia. Ci sono stati più incontri tra la protezione civile, che ha confermato l’impostazione del decreto, e i dirigenti di Mita resort. La srl, che ha già assunto 110 dipendenti per la gestione dell’hotel durante il G8 (i nomi erano al vaglio della struttura di Bertolaso), starebbe rivedendo i piani, dopo la cancellazione del vertice che sarebbe servito come grande trampolino di lancio. Il gruppo Marcegaglia si è preso alcuni giorni per sciogliere la riserva.
 Dello scippo sul G8, discuterà oggi il consiglio provinciale, riunito in seduta straordinaria alle 16.30 nell’hotel Le Nereidi alla Maddalena.
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da La Nuova Sardegna MARTEDÌ, 28 APRILE 2009

I PERCHÈ DELLO SCIPPO

Per amore dell’Abruzzo o per calcolo

L’utilizzo del dolore a fini mediatici e politici. E i conti che non tornano

4 la madd 280409

di PIERO MANNIRONI
 LA MADDALENA. Il sospetto, forte, è che il Cavaliere utilizzi la disperazione e la distruzione come mezzo mediatico per un rilancio di immagine internazionale. Il pudore del dolore della gente dell’Abruzzo verrebbe in qualche modo violato, esposto, per diventare simbolo di un disagio materiale ed esistenziale e di un desiderio di riprendere nelle proprie mani il filo della vita e del proprio destino, aiutato da un governo rappresentato su scala planetaria con un volto compassionevole e solidale.
 Questo potrebbe essere il senso politico profondo dell’operazione voluta da Silvio Berlusconi di trasferire il G8 dalla Maddalena all’Aquila. L’unica voce di dissenso aperto, è finora quella di Massimo D’Alema che, con ruvido pragmatismo, si è posto l’interrogativo se gli abruzzesi più che di telecamere e obiettivi indiscreti e di un’invasione di migliaia di persone sulle macerie della loro vita devastata, abbiano bisogno di aiuti, di mezzi e di opportunità per percorrere il loro faticoso cammino di speranza e di ricostruzione.
 Una scelta certo plausibile, e sicuramente di grande effetto, quella di Berlusconi, ma che, inevitabilmente, ha un lato oscuro. E cioè che dietro i proclami alla fine possa emergere un calcolo politico che contrasterebbe inevitabilmente con l’immagine di sorridente paternalismo che il Cavaliere vuole proiettare di sé.
 Ma la scelta di Berlusconi di trasferire il G8 dalla Maddalena all’Aquila pone oggi soprattutto una serie di considerazioni, queste sì molto concrete, su quanto è stato realmente stanziato per preparare l’evento, da dove arrivavano quelle risorse e soprattutto come si è realmente speso. C’è poi un secondo importante capitolo, ancora tutto da esplorare, su quante risorse economiche saranno necessarie per organizzare il G8 all’Aquila. E infine, per ultimo, la domanda se gli standard di sicurezza, dei quali hanno parlato nei giorni scorsi Berlusconi e Bertolaso, saranno migliori o peggiori in Abruzzo rispetto a quelli offerti dalla Maddalena.
 Il punto di partenza di questi ragionamenti è sicuramente quello di quanto realmente il governo ha messo sul tavolo per organizzare il G8. Sulla somma globale nei mesi scorsi c’è stato un balletto continuo. C’è stato perfino chi ha parlato di una somma vicina al miliardo di euro. Cifra neppure esagerata se si pensa che a Okinawa, nel Duemila, il governo giapponese spese 680 milioni di euro.
 La realtà è che il conto più credibile è di circa 755 milioni di euro, ai quali vanno ad aggiungersi i trenta milioni già stanziati nel 2006 dal governo Prodi nella legge Finanziaria del 2007.
 Un conto teorico, però. Perché 522 milioni erano destinati alle cosiddette “opere collaterali”. Cioé fondi Fas per la Regione Sardegna che, con un trucco giuridico-amministrativo, erano stati inseriti nella programmazione del G8 soltanto per poter utilizzare strumentalmente le procedure speciali semplificate previste per l’evento. In parole povere, si tratta di finanziamenti regionali per opere infrastrutturali che avevano una vita propria e che rientravano nel “calderone” del G8 solo con lo scopo di velocizzare gli appalti e i lavori.
 Ebbene, con un colpo di mano, quei 522 milioni (all’interno dei quali c’erano anche i 470 milioni della Sassari-Olbia) sono spariti. Ma anche i restanti 233 milioni di euro, recuperati nel decreto legge 162 del 23 ottobre 2008, erano destinati alla Regione Sardegna.
 Si legge infatti nell’articolo tre del decreto: «E’ autorizzata, in favore della regione Sardegna, la spesa di 233 milioni di euro per fare fronte alla realizzazione delle opere contenute nel piano del grande evento relativo alla presidenza italiana del G8, di cui al decreto del presidente del Consiglio dei ministri in data 21 settembre 2007, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.222 del 24 settembre 2007, a valere sulle risorse del Fondo per le aree sottoutilizzate di cui all’articolo 61 della legge 27 dicembre 2002, n.289».
 Insomma, anche qui si attingeva dai fondi Fas. Ma ecco come erano scaglionati quei finanziamenti:
 1) 18,266 milioni derivanti dalle somme relative alle delibere Cipe del 22 dicembre 2006, n.165, e 22 dicembre 2006, n.179, pubblicate, rispettivamente, nella Gazzetta Ufficiale n.94 del 24 aprile 2007 e n.118 del 23 maggio 2007, di applicazione delle sanzioni sulle assegnazioni alla regione Sardegna ex delibere Cipe 36/2002 e 17/2003;
 2) 103,690 milioni derivanti dalle assegnazioni alla Regione Sardegna ex delibera Cipe 20/2004, non impegnate nei termini prescritti dalla delibera Cipe 22 marzo 2006, n.14, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n.256 del 3 novembre 2006;
 3) 111,044 milioni nell’ambito delle risorse destinate alla Regione Sardegna dalla delibera Cipe 21 dicembre 2007, n.166, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n.123 del 13 maggio 2008, per la realizzazione di programmi strategici di interesse regionale.
 Alla fine, in questa programmazione di spesa, restavano “solo” 30 milioni di euro sborsati direttamente dal governo. E più precisamente dal governo Prodi.
 Nei giorni scorsi il presidente del Consiglio Berlusconi, parlando della necessità di risparmiare per giustificare il trasferimento del G8 all’Aquila, ha riferito di una spesa per la sicurezza di 118 milioni di euro. Una cifra finora mai emersa e che non si capisce come sia stata contabilizzata. Ma prendendone comunque atto e sommandola ai 30 milioni destinati da Prodi, ne deriva che il governo per il G8 alla Maddalena avrebbe sborsato di tasca propria la non impossibile somma di 148 milioni di euro. Per tutto il resto si trattava infatti di fondi Fas destinati alla Regione Sardegna.
 Domanda finale: quanti di quei soldi sono stati spesi? E quelli che non sono stati spesi che fine hanno fatto?
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 da La Nuova Sardegna MARTEDÌ, 28 APRILE 2009

IL RICORSO

Il Tar decide sulla regolarità del bando

LA MADDALENA. Domani il Tar sarà chiamato a pronunciarsi sulla regolarità del bando, fatto dal commissario del G8 Bertolaso per conto della Regione, per la gestione dell’albergo e del porto nati dentro l’ex arsenale. Contro la vittoria di Mita resort srl, unica società ad avere presentato l’offerta, hanno fatto ricorso Marina di Porto Rotondo srl (del gruppo Molinas di Calangianus) e Delphina srl (del gruppo Peru e Muntoni di Aggius).
 Le due società galluresi, rappresentate dall’avvocato Pietro Corda, chiedono la sospensione, e dunque l’annullamento, del bando che ha permesso alla srl di cui è presidente Emma Marcegaglia di avere la gestione delle strutture per 30 anni, dietro pagamento di un canone annuo alla Regione, titolare delle aree e delle strutture a partire, secondo gli accordi forse ora da rivedere, dal 1° gennaio 2010.
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26 aprile 2009

LA MADDALENA Buco nelle prenotazioni per migliaia di posti negli alberghi riservati alle delegazioni La Maddalena, luglio a bocca asciutta per gli hotel

  
 da La Nuova Sardegna DOMENICA, 26 APRILE 2009

Buco nelle prenotazioni per migliaia di posti negli alberghi riservati alle delegazioni

La Maddalena, luglio a bocca asciutta per gli hotel

Il sindaco: Berlusconi ricordi che i soldi per le opere sono fondi Fas e quindi solo della Regione

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LA MADDALENA. Orfana del G8, in lista di attesa per ospitare il summit sull’ambiente. L’isola si risveglia ancora una volta nell’incertezza, travolta dalla rabbia e dalla paura per il futuro. Il sindaco Angelo Comiti, che ha visto nascere e crescere la creatura del G8 per poi farsela strappare a due mesi dall’evento, non si accontenta delle promesse e degli impegni della Regione e del Governo. Per ricostruire il futuro turistico della sua città, messo in crisi dalla decisione del premier Berlusconi, il primo cittadino non ha bisogno di semplici rassicurazioni e pacche sulle spalle.
 «Le parole di Berlusconi non bastano - dice furioso Comiti -. Questo è uno scippo, per La Maddalena e la Sardegna, private di una vetrina mediatica che senza il G8 costerebbe migliaia di euro. Ma anche un danno economico. Capisco la tragedia del terremoto e sono vicino agli abruzzesi. Ma all’Abruzzo serve tutto tranne che un G8. Ha bisogno di miliardi per la ricostruzione, della solidarietà. Organizzare un G8 è un meccanismo complesso. C’è una città, La Maddalena, che un terremoto lo ha già subito. Un fulmine a ciel sereno che ha sconvolto una economia che si reggeva in buona parte sulla difesa. Il G8 doveva essere un risarcimento, per 30 anni di servitù militari, per accordi bilaterali segreti, per i tanti errori dai governi. Non si può con un colpo di teatro trasferire il summit come se fosse una festicciola, lasciando un territorio disorientato». Comiti ricorda gli impegni che il governo, la Regione e il commissario Guido Bertolaso avevano preso. «Impegni che devono essere mantenuti fino all’ultimo - punta i piedi il sindaco -. Le opere collaterali al G8, la riqualificazione del waterfront e del centro storico, devono essere portare a termine e in regime di straordinarietà. Non possiamo permetterci che finiscano nel dimenticatoio. Serve subito un incontro con il Governo e la Regione. Dobbiamo poi sapere come funzioneranno le strutture alberghiere. Temo che il trasloco del G8 possa indurre il gruppo che ha vinto la gestione dell’ex arsenale ad andare via». Comiti prova ad arruolare in questa battaglia la Regione. «La giunta regionale è il partner istituzionale che ci può permettere di avere risposte - aggiunge il sindaco -. Fino a oggi l’atteggiamento della Regione mi è sembrato troppo accondiscendente. Quando poi sento Berlusconi che parla del completamento delle opere come una regalia vorrei ricordargli di chi sono i soldi. Sono fondi Fas, soldi della Regione, di tutti i sardi». Il trasferimento del G8 ha messo sotto sopra l’isola che nell’ultimo anno e mezzo aveva investito sul futuro da star mediatica mondiale. Negli hotel isolani il piano delle prenotazioni ha una voragine proprio a luglio. «In una riunione del 4 marzo Bertolaso ci aveva imposto di lasciare le stanze libere dal 1 al 15 luglio - racconta Maddalena Rosi, direttrice del 4 stelle Excelsior -. In alcuni casi anche dal 12 giugno. Abbiamo quindi rifiutato le prenotazioni. Ora abbiamo un buco enorme. Per non parlare del personale assunto in versione estiva già da maggio. Fino a giugno dovevamo ospitare le delegazioni. Un colpo basso. Ma a testa alta andiamo avanti». L’incertezza di albergatori e ristoratori sfuma appena si supera il braccio di mare tra l’isola e Palau. «Viviamo il trasloco del G8 da un lato con un senso di liberazione - dice Robertino Fresi, ristoratore e presidente degli operatori turistici di Palau -. Fino a oggi abbiamo vissuto nell’incertezza e nel timore dei contestatori del G8. Gli hotel opzionati non avevano firmato i contratti. Perdiamo una vetrina mediatica di livello. Ma ci prepariamo a vivere una stagione turistica tradizionale». Stessi sentimenti nella zona di Arzcahena. «Il trasferimento ci leva una grossa preoccupazione, quella legata alla sicurezza - dice Chicco Depperu, proprietario del residence Capriccioli e presidente del consorzio operatori turistici -. Fino a oggi l’impegno della struttura di missione erano stati solo virtuali. Non erano stati firmati ancora i contratti. Potremo organizzare la stagione turistica tradizionale, un po’ in ritardo, ma con serenità». Gli fa eco Tore Pileri, dell’hotel del porto, a Cannigione. «Credo che da questo trasloco ci abbiamo guadagnato un po’ tutti - commenta -. Non abbiamo più l’incubo dei black block. Se poi ci sarà la compensazione del G8 ambiente sarà ancora meglio». Al vertice verde guardano con fiducia anche il presidente del parco, Giuseppe Bonanno e il numeo uno di Unioncamere Sardegna, Gavino Sini.

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da La Nuova Sardegna DOMENICA, 26 APRILE 2009

Cappellacci: «L’isola al centro degli impegni del governo»

IL VERTICE Arriva il presidente della Regione Abruzzo

7 la madd 250409 PORTO CERVO. Diplomazia e ottimismo. Il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, mostra il suo volto rassicurante di fronte al trasloco del G8 all’Aquila. Il governatore non nega lo spot mondiale che il summit internazionale di luglio avrebbe regalato all’isola della Maddalena e alla Sardegna. Preferisce però archiviare il pensiero del trasferimento e dirottare le energie sul vertice sull’ambiente di settembre.
 «Il G8 rappresentava una opportunità straordinaria per La Maddalena, per attivare un processo di sviluppo che poteva avere una grande visibilità - ha detto a Porto Cervo, ospite della manifestazione Wine festival -. Credo che questo risultato non venga meno. C’è infatti l’impegno del governo a completare tutte le opere infrastrutturali in corso. Perdiamo un momento di grande visibilità mediatica, quei tre giorni del summit di luglio. Dall’altro lato conquistiamo un G8 sull’ambiente che si terrà a settembre e il riconoscimento definitivo della Maddalena come sede deputata a ospitare congressi nazionali e internazionali».
 Nell’agenda del presidente, per la prossima settimana, c’è già fissato un incontro con il ministro degli Esteri. «Ci sono diversi appuntamenti che La Maddalena potrebbe ospitare - ha precisato -. Con Franco Frattini dobbiamo fare l’inventario di quegli eventi possibili per immaginare un avvio di questo percorso consono al luogo, alla Gallura e in particolare agli investimenti che sono stati realizzati alla Maddalena».
 Venerdì Cappellacci era volato a Roma per un faccia a faccia con il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Un incontro utile per capire il nuovo futuro pensato per l’isola della Maddalena, orfana del G8, dei militari a stelle e strisce, dell’arsenale. «Nella riunione di Roma ho avuto rassicurazioni sul completamento di tutte le opere - ha dichiarato Cappellacci -. Ma anche per la Sassari-Olbia a quattro corsie. Questo impegno, che era stato già manifestato dal governo, viene confermato oggi. Dalla prossima settimana ci potremo sedere intorno a un tavolo per parlarne».
 Il presidente ripercorre poi gli ultimi due giorni, vissuti come dentro un frullatore di emozioni, orgoglio, preoccupazione, solidarietà, e culminati nel vertice con il premier. «Sono andato a Roma portando con me il sentimento che credo riassuma lo spirito di ogni sardo - ha raccontato -. Quello cioè di poter essere orgoglioso di fare la nostra parte per alleviare il dolore di chi ha vissuto la tragedia del terremoto in Abruzzo. Di fronte a una situazione di questo tipo l’azione di governo non può che essere orientata al bene comune e alle priorità. I campanili vengono meno. Subito dopo, il mio pensiero è andato all’isola della Maddalena, a un territorio di talenti e di eccellenze, che nonostante le grosse potenzialità porta le ferite di una crisi congiunturale e di problemi antichi. Il G8 doveva essere una possibilità di riscatto, un grimaldello per aprire un percorso. In termini di prospettiva questa possibilità non è venuta meno». Cappellacci non crede che il futuro da perla del turismo a cinque stelle pensato per La Maddalena verrà oscurato dal trasferimento del G8.
 «Non sono tre giorni che possono fare la differenza - ha precisato -. Certo si tratta di tre giorni importanti per la promozione e la visibilità. Ciò che però è importante è il dopo. Ed è sul dopo che possiamo ragionare partendo dai lavori e dalle strutture che alla Maddalena sono state realizzate in questo anno e che verranno portate a termine».
 Nell’agenda di Ugo Cappellacci per la prossima settimana ci sarà anche l’incontro a Cagliari con il presidente della Regione Abruzzo. «Andrò in Sardegna per ringraziare personalmente il presidente Cappellacci - ha dichiarato Gianni Chiodi -. La riunione l’ho concordata con il presidente del consiglio Silvio Berlusconi». (se.lu.)
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 da La Nuova Sardegna DOMENICA, 26 APRILE 2009

«Incalcolabile il danno all’immagine»

Olbia, le accuse dell’assessore provinciale alla Protezione civile

8 la madd 260409 9 la madd 25049OLBIA. Pierfranco Zanchetta attacca frontalmente. L’assessore alla protezione civile della provincia di Olbia-Tempio, maddalenino, mette Ugo Cappellacci sul banco degli imputati. «Ci hanno sfilato il G8 da sotto il naso - dice l’esponente del Pd - una opportunità irripetibile di sviluppo. E tutto con la complicità del presidente della Regione. Da quando è stato eletto non è mai venuto alla Maddalena, non si è mai occupato della questione. Ignorando qualsiasi cosa sulla riconversione, ignorando il bando di affidamento delle opere e la richiesta di spazio che arrivava dagli imprenditori sardi».
 Il sentimento è di amarezza profonda. «La Maddalena è incredula, costernata e disperata. Non si può lasciare abbandonata una reltà che ha bisogno di sostegno. Ora la Regione deve impegnarsi, al fianco di Provincia e Comune della Maddalena per il completamento delle opere. Lavoro da terminare alla svelta, non vorrei che si passasse alla dismissione, all’abbandono, alla grande incompiuta».
 Zanchetta non risparmia Berlusconi e Bertolaso. «Al premier non è mai importato della Maddalena, mentre il sottosegretario ha approfittato del terremoto per lasciare l’isola alla chetichella».
 L’addio al G8 significa, per Zanchetta dover rinunciare a «uno strumento formidabile di pubblicità. Il danno all’immagine è grossissimo. Spero che La Maddalena e la Sardegna vengano risarcite. Ma ho i miei dubbi, visto che sinora ci sono state solo promesse. Non ci fidiamo dei vertici a Forte Village fra Berlusconi, Cappellacci e la Marcegaglia. Vengano alla Maddalena, ci facciano sapere quali sono le loro reali intenzioni per ripagare l’isola dopo questa nuova incredibile beffa».
 Zanchetta ha partecipato nei giorni scorsi all’Aquila al vertice fra le province di tutta Italia che stanno organizzando progetti di sostegno alle zone terremotate. «L’aiuto verso queste popolazioni sfortunate - dice ancora l’assessore provinciale - non si discute, ci mancherebbe». La provincia gallurese darà il suo contributo anche con l’invio di volontari. Il primo gruppo si è imbarcato ieri dall’Isola bianca. Ne facevano parte 16 persone di cinque diverse associazioni galluresi (Gaia Olbia, Agosto 89 Arzachena, Avpc Palau, Avpc La Maddalena e Insieme a te Luogosanto). Opereranno per 10 giorni a Camarda, frazione dell’Aquila distrutta dal sisma. Poi altri volontari galluresi prenderanno il loro posto. (en.g.)
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25 aprile 2009

La Maddalena. Bertolaso: La Maddalena era pronta per il G8 Berlusconi: «Completeremo tutte le opere» I fondi Fas e le magie del Cavaliere. D’Alema: «Per l’Abruzzo è un aiuto o un problema?»

  
 da La Nuova Sardegna SABATO, 25 APRILE 2009

LA SARDEGNA PERDE IL VERTICE DEI GRANDI

Bertolaso: La Maddalena era pronta per il G8

Sì, ho avuto un ruolo nella decisione del premier ma non ho tradito l’isola

 dall’inviato Guido Piga

1 lg8 berolaso 250409LA MADDALENA. «I lavori nell’ex arsenale sono conclusi e non mi risultano problemi per la sicurezza. Abbiamo spostato il G8 dalla Maddalena all’Aquila soprattutto per una ragione: per aiutare l’Abruzzo e per continuare a tenere alta l’attenzione dei media e del mondo sul terremoto, sui 65mila sfollati e sulla ricostruzione». Guido Bertolaso parla dall’Aquila («ho davanti la piazza in cui abbiamo celebrato i funerali di 200 morti») e ammette di essere stato l’ispiratore della scelta di Berlusconi. Sono le 18.30, il capo della protezione civile affronta l’emergenza pioggia. «Ma non dimentico la Sardegna».
 - Commissario Bertolaso, quella del governo è stata dunque una scelta interamente politica?
 
«È così, in un certo senso. Senza dubbio non ci sono stati condizionamenti di natura logistica o militare. Ma è nata da una considerazione più profonda, direi dal sentimento. L’Italia si è trovata di fronte a un disastro immane. In Abruzzo il terremoto ha causato centinaia di morti. Un’intera città è stata ridotto a pezzi. Ci sono 65mila sfollati e 40mila persone vivono nelle tendopoli. Non era mai successo prima, andava data una risposta senza precedenti».
 - Ammette che è stato lei a suggerire a Berlusconi di trasferire il G8 all’Aquila?
 
«Sarei un ipocrita se non dicessi che ho avuto un certo ruolo».
 - È vero che l’idea l’è venuta immediatamente dopo il terremoto, a caldo?
 
«Dopo il dolore, il primo pensiero è stato uno: ricostruire. Dare una casa a chi l’aveva persa, dare un segnale di speranza nel futuro a un’intera regione».
 - E perché allora tenere nascosta la notizia dello slittamento?
 
«Non è stato facile prendere questa decisione. Ho pensato, il presidente Berlusconi ha pensato che dovessimo fare tutto al meglio. Abbiamo mantenuto la necessaria, opportuna riservatezza per evitare di commettere errori, di qualunque genere».
 - Ma avrete chiesto il consenso preventivo dei partner del G8?
 
«Non spettava a me, ma al presidente Berlusconi. Credo che lui abbia fatto tutto quello che doveva. Mi pare che la reazione alla scelta dell’Aquila sia stata ottima».
 - Ecco, è stato un successo politico innegabile.
 
«Non la metterei in questi termini. L’Aquila è stata scelta per molte ragioni».
 - Berlusconi ha detto che costa meno fare il G8 lì e che è più sicuro. Dunque è una bocciatura per La Maddalena.
 
«No. Vorrei essere chiaro e respingere alcune accuse. I lavori nell’ex arsenale e nell’ex ospedale sono avanzatissimi, saranno terminati a fine maggio, come previsto. La mancanza di strutture non era quindi un problema».
 - Neppure il no degli albergatori della Costa a darvi l’esclusiva?
 
«No, anche se, lo ammetto, mi hanno amareggiato. Alla fine, avremmo comunque trovato un accordo».
 - Molti giornali hanno scritto che Berlusconi pensava che le opere alla Maddalena non sarebbero state mai pronte per il G8. Così lei l’ha sfidato e l’ha portato dentro i cantieri.
 
«E infatti il presidente e il sottosegretario Letta hanno potuto verificare che tutto era a posto, anzi, più avanti di quanto era stato programmato. Sarebbe stata una location fantastica, La Maddalena. Ne sono sicuro».
 - Ora i leader mondiali la vedranno solo in cartolina...
 
«In un certo senso, sì. Abbiamo preparato un filmato sui lavori alla Maddalena e, soprattutto, sul suo straordinario ambiente. Lo distribuiremo ai leader mondiali durante il vertice G8. In più, il logo non cambierà: resterà quello della Maddalena».
 - Allora il guaio era la sicurezza. Non sareste stati in grado di garantirla?
 
«La sicurezza non era un problema, solo che costava. Per averla come volevamo noi, il ministero dell’Interno ha chiesto 120 milioni di euro. Troppi, secondo il governo, che in un momento così, di crisi mondiale e di dolore per l’Abruzzo, ha preferito usarli per la ricostruzione».
 - I soldi. Ci sono tutti? Le opere alla Maddalena verrano terminate?
 
«I soldi per La Maddalena ci sono e non sono stati toccati. I lavori verranno finiti e, a quel punto, alla Maddalena ci sarà il più grande complesso turistico e nautico del Mediterraneo. Sarà usato nei prossimi anni per altri vertici internazionali e per manifestazioni sportive, questo è sicuro».
 - Magari per il summit sui cambiamenti climatici voluto da Obama per l’autunno?
 
«Non lo so, questa è una decisione che prenderà il governo».
 - La Maddalena è stata sacrificata. Si sente in colpa?
 
«Non è stata sacrificata per un capriccio. Ripeto, è una questione di priorità. L’emergenza è in Abruzzo. Penso che fare lì il G8 sia fondamentale. Passato il terremoto, l’attenzione dei media e quindi dell’opinione pubblica cala. Non volevamo che gli abruzzesi si sentissero soli, abbandonati. Questa è stata la risposta più forte: lo Stato c’è, ricostruirà, darà speranza. Il 28 aprile arriverà il Papa, il 1º maggio ci sarà il concerto dei sindacati. E poi? L’Abruzzo avrebbe finito di interessare da vicino, con partecipazione, l’Italia e il mondo. Accade sempre così. Qui oggi piove, stiamo lottando contro tante avversità. Abbiamo bisogno di sostegno. Il G8 ce lo darà».
 - Insistiamo: sente di aver tradito la Sardegna?
 
«Sono molto legato alla Sardegna, da sempre. Ho difeso la scelta della Maddalena con convinzione per il G8. Vorrei ricordare che, quando Berlusconi era titubante, perché aveva le sue buone ragioni, io gli dissi: “Non si preoccupi: lei ci dia il via libera, noi faremo tutti i lavori”. Era il giugno scorso, ed è andata così. Non si farà più il G8, ma La Maddalena ha una vasta area risanata e strutture ricettive straordinarie. Sono le premesse per la rinascita e ne vado orgoglioso».
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da La Nuova Sardegna SABATO, 25 APRILE 2009

Nella suite dove Obama non entrerà più

Cade il segreto su arsenale e ospedale: alberghi aperti per la prima volta

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DALL’INVIATO
 LA MADDALENA. Da una parete spuntano dei fili: blu, rossi, verdi. Manca l’interruttore cui collegarli, e gli arredi, a quelli avrebbe pensato l’estro di Antonio Marras. Per il resto c’è tutto: a sinistra Caprera, davanti il palazzo delle conferenze, a destra il quartiere di Moneta. E sotto, il mare, cristallino, da farci il bagno. Obama e la first lady Michelle avrebbero avuto una veduta straordinaria, dentro questa suite al secondo piano dell’albergo nato nell’ex arsenale.
 Il segreto di Stato sulle opere del G8 è caduto in 24 ore, dentro i cantieri è possibile entrare con una guida d’eccezione: Giuseppe De Giorgi, ammiraglio che ha guidato la spedizione italiana in Libano, numero 2 di Bertolaso per il vertice. È un tour a uso dei media, perché portino all’esterno l’efficienza della macchina del commissario del G8, perché facciano capire che La Maddalena è stata sacrificata in nome dell’emergenza Abruzzo, non per la propria. È una giornata umida. Soffia il grecale, c’è foschia. Sembra l’inizio dell’autunno, più che primavera inoltrata. Brutta sensazione. I camion corrono vuoti, c’è poco movimento. Gli operai lavorano, i ritmi danno l’impressione di essere buoni, non sostenuti. De Giorgi è un militare, ma con molto senso dell’umorismo. E dello Stato. Dice: «I lavori non si bloccano, le opere saranno concluse e le strutture serviranno in futuro per incontri internazionali o manifestazioni sportive di altissimo livello». Dunque non è il proseguo della fine per La Maddalena, ma l’inizio della rinascita, al diavolo la giornata brutta. «Ma ora Berlusconi risarcisca La Maddalena: assuma subito gli ex dipendenti della base Usa, pensi ai disoccupati» commenterà a tarda sera l’assessore provinciale Zanchetta, al rientro dall’Aquila.
 La visita dentro i cantieri comincia dall’ex ospedale militare oggi albergo, senza una gestione perché il bando di gara è andato deserto. C’è un po’ di Sardegna, dentro: i muri esterni sono fatti con granito giallo della cava di San Giacomo d’Arzachena, le piastrelle dei bagni con marmo di Orosei. La hall è pronta, c’è un computer acceso: non ci saranno però clienti.
 La seconda tappa è dentro l’ex arsenale. Il padre dell’albergo, della main conference, Stefano Boeri, non c’è. Resta in piedi la sua idea più innovativa: una struttura sospesa sull’acqua (“La Nuova” pubblicò il progetto un anno fa). Qui avrebbero dovuto riunirsi gli 8 leader del mondo. Avrebbero goduto di una vista spettacolare: il mare e l’isola di Santo Stefano libera dai sottomarini, l’immagine della riconversione. A fianco c’è il palazzo delle conferenze e, dietro, l’hotel.
 La suite destinata ad Obama è al secondo piano. Gli operai sono al lavoro. «A me non importa proprio nulla se la facevo per Obama o per un contadino, a me importa il lavoro - dice uno di loro -. Anzi, se era per un contadino mi faceva più piacere». «Dici bene, anche a me» fa un altro.
 C’è una terrazza, domina il porto dentro l’ex arsenale, che per ripulirlo ci sono voluti trenta milioni di euro. Tutta roba lasciata dalla marina, l’acqua era torbida, da qualche mese è cristallina. Dentro la suite non ci sono gli arredi, nulla di sardo. Antonio Marras aveva studiato un’accoglienza speciale per Obama e Michelle, glielo aveva chiesto Bertolaso. Non se ne farà nulla. (g.pi.)

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 da La Nuova Sardegna SABATO, 25 APRILE 2009

LA SARDEGNA PERDE IL VERTICE DEI GRANDI

Berlusconi: «Completeremo tutte le opere»

Rassicura Cappellacci a Roma, poi vola a Cagliari e spiega: La Maddalena non era sicura

Il premier al G8 degli industriali «Saranno contenti gli albergatori»

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di Alfredo Franchini

CAGLIARI. Berlusconi rassicura Cappellacci sul G8 scippato e poi, in serata, vola a Cagliari per partecipare a un altro G8: quello degli industriali, riuniti a Santa Margherita. Una tappa breve, una cena riservata con i grandi delle «Confindustrie» mondiali, immediata la ripartenza perché oggi per il premier è il suo primo 25 Aprile. Berlusconi ha spiegato i motivi del cambio in corsa: «C’erano preoccupazioni per il sistema di sicurezza e logistico che non erano state superate», ha detto. Ma per La Maddalena, ha garantito, non cambierà nulla: «I lavori continueranno».
 Il premier ha spiegato la sua idea per La Maddalena: «Lì sarà realizzato il più importante centro di attrazione del Mediterraneo per accogliere qualsiasi manifestazione o incontro internazionale come il G8 Ambiente che potrà essere fatto in estate o all’inizio di settembre».
 All’Aquila, dunque, nessun problema di sicurezza e così ieri il governo italiano ha incamerato due pareri favorevoli molto importanti, da Francia e Germania, mentre il Giappone si è rimesso al governo nazionale: «Non siamo in condizione di esprimere obiezioni, è compito del Paese organizzatore decidere sul posto del vertice».
 Nell’incontro di Santa Margherita, il capo del governo ha spiegato di aver tenuto presenti molte cose, «anche che i lavori arrivavano ad interrompere le prenotazioni in Costa Smeralda per il periodo dall’1 al 15 luglio. Gli albergatori saranno lieti di non dover sottostare a quella che praticamente sarebbe stata una requisizione, per dare posto ai molti delegati. C’era un disturbo alla gestione e dalle prenotazioni da parte degli ospiti agli alberghi della Costa Smeralda che lavorano dal primo di luglio e sino al 25 agosto».
 Il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, ha consegnato al premier la dichiarazione sottoscritta dal G8 delle imprese e Berlusconi ha detto: «Ascolteremo la voce degli imprenditori». E ha aggiunto di essere giunto nell’isola proprio per ascoltare le esigenze dell’impresa.
 Il G8 di luglio - ha assicurato - si avvarrà di tutte le considerazioni fatte dal mondo delle imprese, dei sindacati e dell’associazionismo. E Berlusconi ha spiegato che il governo «sta preparando l’incontro ascoltando tutti coloro che vogliono dare indicazioni per risolvere la crisi globale». Naturalmente sul G8 non sono mancate le motivazioni umanitarie e di solidarietà: «Volevo portare il mondo qui vicino al dolore del terremoto».
 Nella mattinata di ieri il capo del governo ha ascoltato la voce di Ugo Cappellacci che si era recato a Palazzo Grazioli, dopo la notizia del giorno precedente sullo spostamento di sede del G8, «per porre alcuni paletti», come ha dichiarato poi. Paletti di fronte a un altro sisma, stavolta fortunatamente tutto e solo politico: un trasloco di 220 milioni dall’isola all’Abruzzo, cantieri aperti e soldi già spesi.
 «La Sardegna sarà risarcita», ha assicurato Berlusconi nell’incontro con Cappellacci, perché al di là della solidarietà sincera alla gente d’Abruzzo è evidente che la Sardegna (e La Maddalena) hanno subito un duro colpo. Senza contare che ci sono progetti avviati e cantieri che stavano lavorando con un ritmo da grande evento.
 Berlusconi ha incontrato Cappellacci al termine di una riunione che aveva dedicato alla definizione delle liste per le Europee, presenti i ministri Pdl, capigruppo e vicecapigruppo. «Le opere saranno completate», ha promesso Berlusconi. E per prima cosa sono arrivate le garanzie per le quattro corsie sulla strada Sassari-Olbia, che, in realtà, è stata considerata la prima a finire nella lista degli scippi denunciati in Sardegna dopo la decisione di destinare altrove i 470 milioni di finanziamento previsti per le infrastrutture. «Nella prossima settimana», ha annunciato Cappellacci, «ci sarà un incontro operativo con il sottosegretario Gianni Letta per definire i dettagli del progetto».
 Poi Berlusconi e Cappellacci sono entrati nel merito della questione maddalenina. La tesi del governo è che molte delle opere, come quelle di bonifica sulle aree lasciate libere dagli americani, dovevano essere comunque realizzate anche se non ci fosse mai stata l’idea del G8. Come dire che non sono soldi spesi male.
 Tra le compensazioni previste c’è l’impegno del premier a organizzare alla Maddalena, una serie di summit internazionali. «Stiamo pensando a una prima forma di compensazione», ha sostenuto il presidente della Regione, «fermo restando l’impegno di tenere in autunno a La Maddalena il G8 dell’ambiente. Nei prossimi giorni convocherò una giunta ad hoc per valutare la fattibilità del progetto. L’idea è quella di organizzare alcuni eventi alla Maddalena nei giorni di luglio concomitanti al summit dell’Aquila». E i cantieri? «Si va avanti con i tre turni di lavoro». A 24 ore da quell’annuncio, Cappellacci è pronto a chiudere le polemiche. «Per la Sardegna», afferma, «non c’è nessun problema di immagine perché in queste ore è l’Italia intera a mostrare al mondo un alto profilo morale. Tutti gli altri discorsi cadono, prevale il senso di responsabilità che ciascuno è chiamato ad esercitare al di là delle prerogative o delle competenze dei vari soggetti istituzionali, comprese quelle di una Regione a Statuto speciale».
 Partita ormai chiusa? Non proprio perché ieri mattina i gruppi di opposizione in Consiglio regionale hanno presentato una richiesta congiunta per la convocazione straordinaria dell’aula sullo spostamento del G8 dalla Maddalena all’Aquila.
 «La decisione assunta a tre mesi dalla data fissata per il vertice», si legge nella richiesta di Pd, Idv, Comunisti-Sinistra Sarda-Rosso Mori, primi firmatari i capigruppo Mario Bruno, Adriano Salis e Luciano Uras, «genera sconcerto e smarrimento non solo nelle imprese e maestranze, che a tutt’oggi operano nel contesto dei luoghi designati per l’evento, ma nell’intera comunità sarda».
 Per il Centrosinistra sardo, «il G8 alla Maddalena rispondeva a un disegno assai più complesso che, senza nulla togliere alle esigenze di prestare ogni necessaria e utile iniziativa per le popolazioni colpite dal terremoto dell’Aquila, esprimeva l’esigenza di un rilancio dell’economia maddalenina e del nord Sardegna, più in generale in ragione del superamento delle condizioni di dipendenza dell’economia militare derivante dalla presenza degli americani».
 L’opposizione ritiene «indispensabile» che il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, «illustri la situazione al «parlamento sardo» e indichi lo stato dei lavori e delle condizioni logistiche al momento in atto alla Maddalena». In aula il centrosinistra si aspetta che Cappellacci riferisca anche sulle ragioni e le ripercussioni dello spostamento del G8, «valutato che le ragioni di ordine economico addotte assai poco rilevano davanti all’ingente necessità di finanziamenti per la ricostruzione delle aree terremotate».
 In serata, l’ex ministro Fioroni, a Cagliari per illustrare la petizione del Pd sulla scuola pubblica, ha commentato: «Berlusconi riesce ad affrontare argomenti seri e importanti come una gag da fare sul palcoscenico. Trattare questo tema con l’improvvisazione del fantasista non fa onore alle prospettive che la Sardegna aveva capitalizzato sul G8».
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da La Nuova Sardegna SABATO, 25 APRILE 2009

I fondi Fas e le magie del Cavaliere

Le risorse per le aree sottoutilizzate usate come bancomat dal governo: così sono stati dirottati altrove ingenti finanziamenti destinati al G8

Grazie all’accordo tra Prodi e Soru erano stati trovati oltre 750 milioni di euro

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di PIERO MANNIRONI
 LA MADDALENA. Sono trascorsi appena due mesi dalla fine di una pirotecnica campagna elettorale, nella quale un onnipresente e incontenibile Silvio Berlusconi propagandava il suo modello di Sardegna che avrebbe dovuto «tornare a sorridere». E quella “magia”, fatta di ottimismo e di promesse, ha dimostrato di funzionare in termini di ritorno di consenso politico.
 Molto meno quella strategia ha dato invece sul piano della concretezza dei risultati. Lo “scippo” del G8 alla Maddalena e il suo trasferimento all’Aquila pone dunque oggi l’obbligo di una seria riflessione su quanto è accaduto realmente in questi ultimi mesi, al di là dei proclami e delle “magie” prelettorali.
 Il punto di partenza non può non essere che quello straordinario capitale di risorse che il “patto” Prodi-Soru aveva accantonato, utilizzando lo strumento del G8: 233 milioni di euro per il “maquillage” della Maddalena in vista del vertice dei grandi della terra e 522 milioni per quelle che tecnicamente venivano chiamate «opere collaterali». In tutto, insomma, la bellezza di 755 milioni di euro.
 La strategia concordata dal governo (Prodi) e dalla Regione (Soru) era, in estrema sintesi, questa: utilizzare il G8 come grimaldello per riconvertire l’arcipelago maddalenino da un’economia subordinata alla presenza militare in un’economia dinamica e moderna, destinata a ruotare intorno a uno sviluppo del turismo ecocompatibile. Di più: il G8, grazie alla possibilità di ricorrere a procedure semplificate, avrebbe dovuto accelerare la realizzazione di opere infrastrutturali per il nord Sardegna, finanziate soprattutto con i cosiddetti fondi Fas. Cioé il Fondo per le aree sottoutilizzate. Il fiore all’occhiello di questo progetto, firmato da Prodi e da Soru, sarebbe dovuta essere la strada a quattro corsie Sassari-Olbia.
 Ma la vittoria alle elezioni politiche di Berlusconi è stata l’inizio della fine dell’«operazione G8 alla Maddalena». Si è attivato infatti un processo di destrutturazione che, per molti mesi, ha viaggiato come un fiume carsico, nascosto. Qualcosa, per dire la verità ogni tanto è affiorata. Ma si trattava di segnali che non sono stati percepiti nella loro reale consistenza e nei possibili effetti futuri.
 La cornice politica dentro la quale si è giocata la partita G8 è stata il saccheggio sistematico del Fas da parte del governo. Il fondo è diventato una sorta di bancomat improprio per trovare la copertura degli oneri di interventi di bilancio di valenza nazionale. L’esempio più clamoroso è stato quello della creazione del Fondo sociale per l’occupazione (il cosiddetto Fondo ammortizzatori) nato con l’accordo sottoscritto tra Stato e Regioni il 12 febbraio scorso. Sono stati destinati otto miliardi di euro nel biennio 2009-2010 per azioni di sostegno al reddito e di politica attiva del lavoro. Ben 3.950 milioni sono stati “presi” dai fondi nazionali Fas e 2.650 dalle risorse regionali Fse. Cioé l’82,5% del totale. I finanziamenti statali hanno concorso quindi con un “misero” 17,5%.
 Il primo segnale, forte, di un’erosione dei fondi per la Sardegna era comunque arrivato alla fine del 2008, con il decreto 162 sul bilancio pluriennale 2009-2011, con il quale erano stati “sfilati” ben 111 milioni di euro destinati al G8 della Maddalena.
 Il 6 febbraio scorso, proprio a ridosso delle elezioni, il presidente della Regione Carlo Mannoni scopre che il “tesoretto” messo insieme per il G8 potrebbe essere svanito quasi del tutto. Si accorge infatti che il Governo aveva bloccato l’operatività dell’ordinanza firmata da Berlusconi il 29 agosto 2008, con la quale venivano impegnati 10 milioni di euro dei fondi Fas, resi disponibili dalla Regione, per il completamento dei lavori di potenziamento dell’aeroporto di Olbia e l’adeguamento della viabilità di accesso allo scalo gallurese. Opere che rientravano nel protocollo d’intesa del 10 luglio 2008, siglato dal presidente della Regione Renato Soru e dal presidente del Consiglio dei ministri.
 Mannoni invia subito una lettera al ministro Claudio Scajola. «Si apprende in via ufficiale - scrive il vicepresidente della Regione - che l’ordinanza del presidente del Consiglio dei ministri non è più operativa, dal momento che il legislatore ha ridefinito il quadro degli interventi relativi al G8, e che l’utilizzo delle risorse Fas 20072013 da assegnare alla Regione Sardegna non può essere autorizzato, in assenza di una nuova delibera Cipe che confermi l’ammontare di risorse destinate alla Regione».
 Ma quei dieci milioni di euro sono solo la punta dell’iceberg. Il problema vero non è infatti la mancata copertura finanziaria del progetto della nuova viabilità di accesso all’aeroporto (importo di 7 milioni 400 mila euro) e lo spostamento di un tratto della statale 125 per consentire l’allungamento della pista del Costa Smeralda. Il vero nodo del problema è che verrebbero a mancare anche i finanziamenti per tutte le altre opere legate al G8.
 Non essendo più operativa l’ordinanza del Presidente del consiglio dei ministri dell’agosto 2008, si crea infatti una voragine nella copertura finanziaria di tutte le altre opere. Si dissolvono così quei 522 milioni di euro stanziati per realizzare le “opere collaterali”. Eccole:
 1) la strada a quattro corsie Sassari-Olbia (470 milioni di euro);
 2) deviazione della statale 125 in prossimità dell’aeroporto di Olbia e lavori di connessione della statale 199 alla stazione portuale (dieci milioni);
 3) messa in sicurezza del ponte sul Rio Padrongianus alla periferia di Olbia (due milioni);
 4) nuova stazione delle ferrovie di Olbia (dieci milioni);
 5) realizzazione del molo di levante a Porto Torres (trenta milioni).
 Dice oggi il deputato democratico Giulio Calvisi: «Il Presidente del consiglio ha dichiarato che il trasferimento del G8 dalla Maddalena all’Aquila comporterà un risparmio di 225 milioni di euro. Con il collega Guido Melis ho ricordato ieri che quelli destinati all’isola della Maddalena non erano fondi dello Stato, ma fondi Fas già destinati dalla programmazione nazionale alla Sardegna e che il governo Prodi e la giunta Soru avevano deciso di utilizzare per la trasformazione dell’economia della Maddalena dopo l’abbandono della presenza militare Usa».
 Calvisi nel novembre dello scorso anno, accorgendosi che Tremonti aveva messo le mani sui fondi Fas, aveva presentato un’interpellanza nella quale, a proposito delle risorse per le opere collaterali del G8, diceva che «fanno parte della programmazione 2007-2013 dei fondi Fas per la regione Sardegna. Non si tratta perciò di risorse per opere che nascerebbero in virtù del G8 e, quindi, di un trasferimento di fondi statali in via del tutto eccezionale per il G8, ma di opere che nascono da fondi la cui destinazione è stata programmata in Sardegna esclusivamente per la Sardegna. Per capirci, l’Olbia-Sassari è un’opera interamente progettata dalla Regione Sardegna, inserita tra le priorità dei fondi previsti dal quadro strategico nazionale 2007-2013».
 Oggi, dunque, Berlusconi dice di voler risparmiare 225 milioni trasferendo il G8 all’Aquila. Ma il vero problema è un altro: sapere quanti di quei 755 milioni di euro destinati alla Sardegna con il pretesto del G8 sono svaniti grazie alle “magie” del Cavaliere.
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 da La Nuova Sardegna SABATO, 25 APRILE 2009

Danno al paese, non all’isola

Qual è il danno che deriverà dalla cancellazione del G8? Per la verità, non sembra enorme. Dal punto di vista delle prospettive economiche della Maddalena, al G8 erano stati assegnato due compiti principali. Primo, agire da “principio organizzatore” di un processo che l’arcipelago avrebbe dovuto compiere rapidamente dopo la chiusura della base militare americana: la trasformazione in una località capace di affiancare all’altissima qualità della propria risorsa naturale infrastrutture, capacità ricettiva e qualità delle aree urbanizzate adeguate a rendere competitiva l’offerta turistica nel mercato mondiale.
 Questa trasformazione ha richiesto enormi investimenti pubblici e privati. Tuttavia, nessuno di quegli investimenti è stato pensato e attuato guardando esclusivamente o principalmente al G8 di luglio: per renderli remunerativi servono orizzonti temporali ben più lunghi. In più, a due mesi dalla data prevista, gran parte degli investimenti sono stati non solo impostati ma anche effettuati. Se la politica locale farà bene il proprio mestiere, vigilando sul rispetto degli impegni e dei contratti in atto, il rischio di trovarsi con opere incompiute dovrebbe essere davvero limitato.
 Il secondo compito assegnato al G8 per favorire la riconversione dell’economia maddalenina era quello di garantirle una promozione globale, e quindi di consentire un rapido successo alla nuova proposta turistica dell’arcipelago. Qui il danno è evidente ma, forse, non enorme: nel medio periodo conta molto più la qualità dell’offerta che un evento per quanto straordinario di marketing internazionale.
 Insomma, una prima e inevitabilmente approssimativa analisi dei costi e benefici immediati della sorprendente decisione di Berlusconi non dà esiti particolarmente drammatici. Il sacrificio della Sardegna sembra piccolo a fronte dei possibili vantaggi a favore di popolazioni che oggi vivono difficoltà infinitamente maggiori.
 Tutto qui, dunque? Non esattamente: ci sono ancora da mettere in conto costi meno visibili e meno immediati.
 Nei confronti internazionali, l’Italia continua ad avere una posizione sfavorevole nelle classifiche basate su indicatori che misurano la capacità di attrarre investimenti esteri. Secondo l’Uncdat siamo alla posizione numero 106 tra i 141 Paesi da loro valutati. Non solo, ma la nostra non brillante posizione sta peggiorando: secondo l’Economist nel 2008 si sarebbe registrata una riduzione del flusso di investimenti dall’estero pari al 94%, un dato molto peggiore di quelli registrati altrove in Europa.
 All’origine di questa pessima performance c’è un’altra statistica usata in tutto il mondo quando un’impresa deve decidere dove collocare i propri nuovi investimenti. Questa statistica misura con pignoleria l’efficacia delle regole adottate da un paese per proteggere gli investimenti privati da decisioni arbitrarie delle autorità. In altre parole: esiste, e se sì in che misura, il rischio che una volta stipulato un contratto, un accordo, tra un privato e il pubblico, questo accordo venga poi disatteso per volere delle autorità? Esiste o no la possibilità che una volta ottenuta una concessione dal settore pubblico, questa concessione sia poi cancellata, non riconosciuta, ignorata?
 Di nuovo, l’Italia è in una pessima posizione anche in questa classifica, e continua a peggiorare nei confronti di tutti i paesi occidentali. Il che significa che avremo ancora meno investimenti e meno fiducia nella possibilità che nel nostro paese si possa fare impresa con successo.
 Questo è il costo nascosto dell’improvvisa decisione di Berlusconi. Sotto gli occhi del mondo intero, una volta di più i governanti italiani si sono dimostrati capaci di ignorare accordi presi anni fa, sulla base dei quali investitori nazionali e internazionali avevano definito le proprie scelte e la propria programmazione, per scoprire all’improvviso che parte di quegli accordi possono essere profondamente modificati sulla base di una frettolosa riunione del consiglio dei ministri.
 Ogni volta che quell’indicatore di credibilità istituzionale diminuisce, il nostro Paese perde importanti occasioni di investimento e di crescita futura. Il vero danno Berlusconi lo ha fatto all’Italia, non alla Sardegna.
Francesco Pigliaru

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da La Nuova Sardegna SABATO, 25 APRILE 2009

L’Europa sta con il premier, ok al trasloco

Fiducia nelle capacità organizzative. Summit più sobrio e delegazioni ridotte

11 g8 europ 250409di NATALIA ANDREANI
 ROMA. Sarà un vertice ridotto all’osso «che dovrà rispettare i criteri di assoluta sobrietà imposti dalla situazione», per dirla con le parole del capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, il padre dell’idea di trasferire il vertice nel cuore delle zone colpite da un sisma che non si è ancora placato. Dopo le aperture di Usa e Gran Bretagna, manifestazioni di consenso al progetto di Berlusconi sono arrivate anche dall’ Unione europea, da Parigi e da Berlino.
 «L’idea è un passo positivo. Quanto alla logistica l’Italia è un Paese creativo che saprà trovare soluzioni», è stato il commento dell’austriaca Benita Ferrero Waldner, commissario europeo alle relazioni esterne, che ieri si trovava a Roma per una conferenza sul terrorismo e sulle minacce internazionali che si sta svolgendo alla Farnesina.
 «Siamo stati subito informati di una decisione che riteniamo rappresenti un gesto di forte solidarietà e di supporto per una regione così duramente colpita.
 «E siamo fiduciosi nella capacità dei nostri partner italiani di creare tutte le condizioni necessarie per il successo del vertice», ha rilanciato da Berlino Ulrich Wilhem, portavoce di Angela Merkel.
 L’assenso arriva anche dall’Eliseo dove si è in attesa di dettagli sul nuovo programma. «Ma è fuori di dubbio che bisognerà ridurre la dimensione delle delegazioni per ragioni logistiche», hanno riferito fonti della presidenza.
 «In termini logistici è una sfida da raccogliere perché un vertice come quello significa la mobilitazione di 25 mila persone. Solo la delegazione americana è attorno al migliaio - hanno aggiunto le stesse fonti - e bisognerà senza dubbio ridurre la dimensione delle delegazioni in tutti i settori affinché il G8 possa svolgersi nella regione terremotata».
 L’altro aspetto è quello della sicurezza. Gli otto grandi, i capi di Stato, saranno ospitati, come i lavori del vertice, negli spazi e nei 2.500 alloggi - 25 le suite normalmente riservate ai generali - della scuola della Guardia di Finanza di Coppito, la caserma che oggi accoglie il quartier generale della Protezione civile, i tecnici, la prefettura, il Comune e altri uffici istituzionali. Un luogo, ha detto Berlusconi, «dove non abbiamo problemi di difesa e sicurezza che invece alla Maddalena, una sede che in tempi di crisi sarebbe inoltre apparsa sin troppo lussuosa, non avevamo ancora risolto». Delegati e giornalisti potrebbero invece essere dislocati su Roma o sugli alberghi delle zone abruzzesi non colpite dal terremoto.
 A Coppito Bertolaso lavora in silenzio tra i mille problemi di sempre. Si lavora per coordinare l’assistenza ai terremotati su cui piove da 72 ore.
 Ma si lavora anche per gestire l’andirivieni di politici e autorità. La prossima visita sarà quella del Pontefice, il cui arrivo è previsto per il 28 aprile. Quanto al G8 «i tempi sono stretti, ma ci sono», si limita a dire Bertolaso.
 Sul trasferimento del summit, intanto, insorge l’opposizione.
 Per il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, «si tratta solo di una presa in giro, dell’ultimo spot elettorale del governo Berlusconi». «Finirà che faranno tutto a Roma - profetizza Di Pietro - e che andranno in Abruzzo soltanto per fare passerella».
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 da La Nuova Sardegna SABATO, 25 APRILE 2009

L’opposizione: solo una mossa propagandistica. Compatta la squadra dei ministri a sostegno del trasloco

D’Alema: «Per l’Abruzzo è un aiuto o un problema?»

12 g8 d'alema 250809 13 g8 prestig 250409ROMA. I colonnelli della maggioranza appoggiano in pieno la scelta di Berlusconi. «Il G8 - sottolinea il capogruppo Pdl al Senato Maurizio Gasparri - è un evento di risonanza planetaria che farà bene all’Italia, all’Abruzzo e darà una spinta alla ricostruzione».
 Compatta la squadra dei ministri a sostegno dello spostamento all’Aquila: da Stefania Prestigiacomo a Altero Matteoli, che pure ammette di aver ritenuto «improponibile» in un primo momento il trasloco dalla Maddalena all’Aquila, tutti sono convinti della decisione.
 Nell’opposizione, invece, comincia a serpeggiare lo scetticismo. Molti avanzano il sospetto che si tratti solo di una mossa propagandistica, altri paventano il rischio di un intralcio agli aiuti. Tra le voci critiche spicca quella di Massimo D’Alema. «E’ una idea brillante ma bisogna vedere la praticabilità. Non so se il G8 a L’Aquila - dice l’esponente democratico - sarà più un problema o un aiuto per l’Abruzzo. Ho l’impressione che in Abruzzo servano più stufette nelle tende che il G8». «Non so se - evidenzia D’Alema - porterà più benefici o problemi vista la complessità degli spostamenti, il tipo di ospiti e la presenza delle forze dell’ordine. È certo un gesto innegabile di solidarietà ma bisogna valutare la compatibilita». Preoccupazioni simili le esprime la capogruppo democratica al Senato Anna Finochiaro: «Un impegno come quello del G8 richiede un’organizzazione e una mobilitazione, in termini di risorse, uomini e strutture, che non può e non deve contrastare o intralciare la ricostruzione, che è la priorità per la popolazione abruzzese. L’immagine e la propaganda non possono venire prima di queste preoccupazioni».
 Il vicepresidente dei senatori del Pd Luigi Zanda, ritiene necessarie spiegazioni precise sul trasferimento del G8 dalla Maddalena a L’Aquila «perché i conti non tornano». Zanda esprime le sue perplessità su una decisione che non gli quadra. «Fino all’altro ieri governo e protezione civile invitavano tutti a non andare in Abruzzo per non intralciare i soccorsi e la risistemazione del territorio. Ora sappiamo che tra qualche settimana arriveranno migliaia di persone».
 E anche Pierluigi Bersani osserva: «Nell’opinione pubblica di fronte alle scelte del Governo c’è sempre l’interrogativo se si tratti di iniziative serie o viziate da esigenze di immagine e propaganda». Severo il giudizio di Antonio Di Pietro: «È una presa in giro, è solo un spot elettorale di Berlusconi». Di propaganda parla anche il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini, che però non dice no alla spostamento: «C’è un’aria di propaganda che non mi piace attorno a tutto quello che riguarda questo dramma dell’Abruzzo. Detto questo, noi non abbiamo controindicazioni. Speriamo solo che non sia uno show». Mentre Claudio Fava, di Sinistra e Libertà, si associa alla richiesta della Tavola della Pace: annullare del tutto il G8 e destinare tutti i fondi risparmiati all’Abruzzo. Durissimo Vittorio Agnoletto, europarlamentare di Rifondazione Comunista e leader dei No Global al G8 di Genova: «Il premier si comporta come un avvoltoio sulla pelle dei terremotati».
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permalink | inviato da lamaddalena il 25/4/2009 alle 10:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa


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